GatToro

Ci riprovo, rieccomi!

Voilà, il Brugno!

Presto qualcosina di più...

Archivio

oggi
maggio 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
gennaio 2006
dicembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005

Gli (ipotetici) lettori

visitato *loading* volte

 
giovedì, 17 maggio 2007
Awakenings

Basta.

Sono mesi che (dentro) mi interrogo e non mi capacito, che sospiro e scuoto la testa, che soffro, anche.
Sì, soffro.
Sono mesi che mi chiedo se questa Chiesa sia ancora la mia, pur avendo una delle poche certezze nel fatto che, certo, il Vangelo è, quello sì, sempre lo stesso.

Che confusione nella mia piccola testolina:
Welby e Pinochet,
i dico e quindi l'incesto,
la satira e dunque il terrorismo,
i gay come Federico Barbarossa,
l'ostinazione nel bastonare gli effetti e non le cause,
l'evidente prevalere del dogmatismo sulla dottrina sociale,
la mancanza di imbarazzo nell'andare a braccetto e nel reciproco tirarsi per la giacchetta con politici che si sono sposati con rito celtico, o che sono divorziati, o risposati, o conviventi, e si battono il petto in prima fila per difendere la cosiddetta famiglia tradizionale...
e poi... "crimen sollicitationis".

Sono confuso e indignato, perplesso e avvilito.

Postato da: brugno a 16:42 | link | commenti (1) |
pollitica, metabrugno

martedì, 30 gennaio 2007
Propositi per l'anno 2007

Riuscire a mantenere vivo il blog.

Uh.

---
è più di un anno che non scrivevo!!!

Postato da: brugno a 13:01 | link | commenti (5) |
metabrugno

domenica, 18 dicembre 2005
Per chi si ponesse soltanto ora all'ascolto

E' un tot di tempo che questo file di testo giace sulla mia scrivania, in attesa di un nullaosta alla pubblicazione sul blog.

Non mi ricordo da dove viene. E' il risultato di un test che pretenderebbe di stabilire (come parecchi test, in effetti) quale sia la mia personalità e quali le mille sfaccettature che compongono quella massa di creta informe che è la mia personalità.

Vediamo se ci azzecca (in grassetto le sentences che - in una mia ipotetica timida autoanalisi - riconoscerei come veritiere.... in rosso le cazzate)

Questo tipo introverso sentimento riesce a coniugare delle caratteristiche apparentemente contraddittorie. È infatti nello stesso tempo tranquillo ed appassionato, socievole e riservato. Ha una personalità complessa. Possiede una scala di valori molto differenziata che però non comunica apertamente o direttamente agli altri. La sua comunicazione è per così dire indiretta. Non cerca di spiegare o imporre i valori nei quali crede (come potrebbe fare un estroverso). Semplicemente si comporta in funzione dei principi ai quali aderisce. Per questo motivo può diventare un esempio per gli altri o anche essere un leader carismatico. È generalmente una persona ben organizzata, decisa e capace di pianificare razionalmente la sua esistenza. Ama porsi degli obiettivi e muoversi in situazioni chiare e ben definite. La sua funzione inferiore è il pensiero. Non è particolarmente interessato ad analisi basate su un approccio freddamente logico e obiettivo. È aperto e interessato alle nuove idee ma tende a focalizzare la sua attenzione solo su un numero limitato di esse. Quando si dedica o si interessa a qualcosa lo fa in maniera approfondita. Non è un superficiale. Rischia però di tralasciare dei dettagli pratici importanti o di non prestare sufficiente attenzione alle cose nuove che bisogna fare. In alcuni casi appare come un eccentrico o un visionario. Ha bisogno, come la maggior parte degli introversi, di periodi di solitudine o di isolamento. Può avere delle spinte religiose o interessi spirituali. Frequentemente è anche interessato al campo psicologico. Generalmente non ha un senso pratico sviluppato e può non essere molto realistico. Tende ad esprimersi in maniera chiara, soprattutto per iscritto. È una persona tranquilla e gentile che sa ascoltare i suoi interlocutori senza cercare di imporsi. Attribuisce una grande importanza all’armonia delle relazioni e sopporta con difficoltà le situazioni di tensione. Può mancare di flessibilità e essere troppo drastico in alcune sue valutazioni. Tende ad offendersi con una certa facilità perché prende le cose molto seriamente e su un piano personale. Dal punto di vista lavorativo può essere attratto da professioni che lo mettano in contatto con le persone, soprattutto se gli consentono di instaurare rapporti personali. Essendo determinato ed organizzato può essere un buon dirigente. Preferisce le situazioni nelle quali può disporre di un grado elevato di indipendenza. Con le persone riesce a stabilire degli ottimi rapporti ma corre il rischio di non essere sempre giusto o imparziale pur di evitare degli scontri sgradevoli.

Postato da: brugno a 19:43 | link | commenti |
metabrugno

OK. Reprise

Questa volta davvero.

(ecceccavolo!)

Un evento ondulatorio e sussultorio come il raduno di un newsgropup (IFMU2, nella fattispecie IFMU2) mi ha comunicato l'impulso per tornare a scrivere.

(è pur vero che non ho ancora trovato lassi di tempo seri per pormi di fronte al mio fido calcolatore elettronico e cucinare un buon pentolino di cazzi miei, ma a voi ed al fedele compagno che mi attende inerme e speranzoso sulla mia scrivania prometto che, in futuro, verrò, in qualche modo)

Postato da: brugno a 19:24 | link | commenti (2) |
metabrugno

lunedì, 03 ottobre 2005
Reprise

Di ritorno.

Dal wedding day.
Dalla honeymoon.

Nella nuova vita.
Nella nuova casa.
Nella real mess di un appartamento ancora zeppo di paccottaglia traslocata, che straborda invadente ed insistente.

Appena assestato, appena riordinato, appena riconnesso, ci risentiremo.

A bientot! (comme on dit en France)

PS: non ho voglia di cercare la "o" con l'accento circonflesso.

Postato da: brugno a 15:43 | link | commenti (8) |
metabrugno

domenica, 11 settembre 2005
Countdown

Oggi è l'11 settembre.

(ricorrenza infausta, ne convengo, ma non di questo voglio parlare)

Oggi è l'11 settembre,
tra 6 giorni
mi sposo.

Tra 6 giorni
ci sposiamo.

Non so se me ne rendo ancora conto. Forse che no, forse che sì.

Non so se mi rendo conto che tra sei giorni lascerò l'unica casa in cui ho abitato, l'unico ambiente in cui ho vissuto, le uniche persone che mi hanno cresciuto, lo sfondo di tutta la mia vita, fino ad oggi.

Non so se mi rendo conto che tra sei giorni coronerò un sogno, con la persona che più amo e ho amato, con quella casa "mia" che ho sempre sognato, verso una vita che ho sempre agognato di poter impostare, costruire, strutturare.

Non so se mi rendo conto che cambierà l'erba sotto i miei piedi, il cielo sopra la mia testa, le figure e le forme che comporranno il mio orizzonte.

Non so se sarò tranquillo, agitato,
se riderò, piangerò,
ammutolirò, parlerò,
mi isolerò, ascolterò,
guarderò, non vorrò vedere,

Non so se mi rendo conto.
Non so se mi renderò conto.

So solo che alla sera, abbracciato a Michy,
sarò felice.

Postato da: brugno a 22:43 | link | commenti (1) |
metabrugno

mercoledì, 07 settembre 2005
In Limbo

Per Carpisuzaramàntova si cambia.
Già.
Il problema è che il treno tarda ad arrivare. E si ferma in tante stazioncine piccole ma imprescindibili che ti fanno a volte sentire quella strana sensazione, come se il treno che si figura tua mente potesse anche decidere di NON arrivare.
Che treno? Ma che treno? Ma che stramaledetto treno, direte voi?

Un attimo. Ci arrivo.

(sono sempre lungo a spiegare le cose. O forse no. Stringato quando dovrei essere prolisso. Logorroico quando potrei essere telegrafico)

Il treno potrei anche essere io, ma non importa. Qullo che importa è la stazione, e la stazione è il matrimonio prossimo venturo, e - da lì - il cambio per la successiva "nuova vita": quella della nuova città, della nuova casa, del nuovo orizzonte, del nuovo lavoro.

La nuova vita non arriva, ancora.
Ne arriva il costo, in strana valuta: ore, ore, ore di preparativi, di gestioni e organizzazioni, tutte tese alla ricerca del Sacro Graal della perfezione, gelosamente custodito da un diavoletto, sadico al punto da agitare lo spauracchio dell'imprevisto dell'ultima ora, talmente stupido e insensato da ribaltare tutto.

La vecchia vita non se ne va, non ancora.
Non se ne va il vecchio lavoro, di cui ancora sento i lacci attorno alle gambe, e ancora adesso che scrivo mi divido come posso tra dovere e piacere.
Arriva invece il nuovo, e il tutto si sovrappone, si duplica, si sdoppia, e sfumano i contorni, e non sai bene come e dove e quando tutto questo finirà.

E hai davvero voglia che tutto finisca per poi tutto ricominciare, perché questo momento attuale è così pieno, così incasinato, così denso, così difficile, così faticoso, così buio, che non ne puoi più.
E hai davvero voglia che arrivi quel momento, ché tu possa ripartire.
Hai voglia, davvero, di fare questa stramaledetta doccia, e ripartire pulito, fresco, riposato, come in una serata tranquilla dopo una giornata di lavoro sotto il sole.

Ma sai già che non sarà così.

Sai che - se cambiamento ci sarà, e ci sarà - non sarà mai netto e rapido come vorresti tu, ma sfumerà, come in una dissolvenza troppo stirata.
Sai che arriveranno tante liberazioni ma che nasceranno altrettante istanze da affrontare.

Ma sai anche quale sarà la differenza.

Sarà che non sarai solo.
Sarà che avrai al tuo fianco una persona che ami tanto da stare male.
Che ami tanto da fare male.
Che con te costruirà una nuova vita.
Condividerà liberazioni e istanze.
Cambiamenti e dissolvenze.

E allora, davvero, una nuova vità potrà cominciare.

Postato da: brugno a 00:52 | link | commenti (1) |
metabrugno

lunedì, 29 agosto 2005
Per Carpisuzaramàntova... si cambia!!!

Eccomi qua.
Prendo a prestito un refrain tipico della stazione ferroviaria di Modena per ribadire la mia emilianità, per omaggiare l'eterno maestrone Guccini*, e soprattutto per fare una piccola, umile ma nondimeno importante dichiarazione di intento.

(che poi dichiarazione non è, ma lo vedremo più tardi. pazientate)

Si cambia, dunque. Si cambia vita. Almeno un po'. Almeno rispetto al recente passato. Almeno.
Si cambia vità perché il 17/9 MI SPOSO, e unafasedellavitafinisce, ma unafasedellavitacomincia (altro che fine università, ragàs, qui non si scherza!).
Abbandono tante cose, alcune cose le voglio abbandonare.
Abbandono tante cose, ma alcune cose le voglio mantenere.
Abbandono tante cose, e alcune cose le voglio ritrovare.
Tra queste ultime inserirei, ebbene sì, me stesso.
I motivi? Essenzialmente due.

1) Due anni fa mi sono buttato a capofitto nella libera professione di ing.inf. Esperienza clamorosa, utilissima, professionalizzante, di VERA crescita tecnica ma totalizzante, logorante, sfilacciante.
Allora, ho capito: crescere professionalmente è fantastico, ma lavorare 10-12 ore al giorno ti fa trascurare i rapporti umani, te li fa gestire trabordante di tensione, di quewlla tensione che non riesce a stare confinata tra le pareti dell'ufficio.
Ora che abbiamo dovuto gestire l'organizzazione del matrimonio, ora che i problemi veri bussano davvero e che il dilemma massimo non è più chi schierare in formazione al fantacalcio, ebbene, ho capito che ciò non fa per me.
Il lavoro è fatto per l'uomo, non viceversa.
E quindi.
E quindi voglio tornare ad una esperienza professionale magari meno appagante (e poi, perché? non è mica detto!) ma che mi permette di tutelare me, la mia personalità, il mio prossimo, la mia (ragazzi, rullo di tamburi, tremo di gioia a dirlo) famiglia.

2) La vita cambia, il contesto cambia. Bisogna crescere. E diventare uomini, perdìo**! Ma la strada che ci fa arrivare al "diventare grandi" non è univoca, e non è - come taluni vorrebbero farci credere - solo quella che passa dai concetti di lavoro, seriosità, maturità, e da una definirei scientifica assenza di spensieratezza.
Siamo uomini, non macchine, e come tali dobbiamo vivere! Altrimenti si arriva all'annullamento della persona, e della personalità. Bisogna cambiare ma rimanere sé stessi, non snaturarsi inseguendo chissà quali chimere pèr rientrare in modelli che sono stati pensati da e per altri e che - devi riconoscerlo! - non sono i tuoi.
Non diventerò mai un manager in carriera, ma vorrei sempre promettere che sarò il Brugno che negli anni passati avete imparato a consocere. magari un po' meno cazzaro. Vorrei sempre promettere che non sarò il Brugno distante e diatccato che si vedeva negli ultimi periodi.

(sapete che è più bello dare che ricevere?)

Cosa voglio da questo blog? Comunicare, tornare a scrivere, inondare i miei (ipotetici) lettori con quello che mi frulla in testa, a livello personale, sociopolitico, filosofico-calcistico, musicale, ma tanto è inutile spiegare. Lo leggerete, se mai voorrete.
Poi le dichiarazioni di intento sono fatte per essere smentite, come i pronostici.

Perché questo titolo?
Unisce due animali. Il Gatto, che è una delle prime cose che mi vengono in mente pensando alla mia amatissima futura moglie (che li adora in maniera fin patologica), e che quindi posso innalzare a simbolo della mia nuova vita, e il Toro, l'emblema della mia "fede" granata, tanto ultimamente vessata e vituperata, ma che rappresenta me, la mia persona, un tratto distintivo che per quanto io possa cercare non posso né soffocare né rinchiudere.

Qundi, in sintesi: Io, sempre io, ma nella mia nuova vita.

----------

* Il Maestrone, nel suo "Vacca d'un cane" (pastiche linguistico italo-modeno-bolognese per spiegare - o tentare di farlo - la sua fanciullezza e la sua, nostra, emilia) richiama spesso il ricordo delle parole del titolo, sentite, ri-sentite e ri-sentite ancora nelle sue soste di bambino alla stazione della città della Ghirlandina, e da lui vissute come un ineluttabile suffisso al proclama: "Modena Modena, Stazione di Modena".

** Spero che qualcuno che ha partecipato con me alla grande avventura del recital "L'isola che (non) c'è" colga la citazione

Postato da: brugno a 16:23 | link | commenti (12) |
metabrugno