Nominato dal buon Gerry e da una certa Michy, vado tristemente ma solennemente ad elencare:
- Non riesco assolutamente a stare fermo con le mani, in nessun momento: ho la necessità di inventare "giochini" (little games) con qualsiasi cosa mi capiti in mano, o di tamburellare, o di rompere in ogni caso l'anima a chi mi sta appresso.
- In assenza di altri appigli, prendo come obiettivo dei miei "little games" la mia barba o i miei baffi, specilamente quello destro, che subisce un perenne martirio da parte del suo padrone
- Resto affascinato da tutto ciò che è grasso e morbido: come conseguenza di ciò, oltre al mio inflazionato amore per la specie suina, otteniamo un'adrazione morbosa di tutti i cuscini grassi e morbidi. Ogni volta che vedo un cuscino obeso mi intenerisco, e se devo procedere all'acquisto di un guanciale saggio la sua consistenza ed il suo cicciume. Amo sprofondare ed avvolgere attorno alla mia testa i cuscini grassi, che utilizzo anche come antistress.
- Anche quando non ho il naso toppato, tendo a volte a respirare dalla bocca
- Sono tremendamente abitudinario, e prima di autosmuovermi ed inserire nuove usi e costumi nella mia vita, devo vincere un'inerzia che ha del sovrumano.
Ora devo pasare il giuochino e 5 persone.
Bene.
Nevio*, Annalisa, Annina, Enrica e Ila
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(Nevio, ti ho messo tra 4 donne. Spero non ti dispiaccia)
Non fare più propositi, ché sono talmente pigro che li vanifico in tre giorni.
Meno, meno, meno parole. Più, più, più fatti.*
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* = gosh, ma anche questo E' un proposito! Ho già fallito.
Ieri, da casa dei miei, ho finito di recuperare tutta la mia biblioteca rock.
(almeno quella fatta di libri... per le riviste vedremo poi).
Dalla enciclopedia del rock agli svariati libri sugli U2, dai testi su Guccini a Inchiostro e Vinile, un libro fondamentale, almeno per me, almeno per la mia mai inaridita vena nostalgica, quella che si ciba delle sfocate immagini e dagli indefiniti suoni che arrivano alla mia mente provenienti dai tempi delle prime radio libere, dei vinili da scartabellare negli scatoloni dei negozi di musica, dall'odore del cartone che emanavano le confezioni degli LP, dalla poesia delle cassettine registrate ascoltando la classifica dei migliori dischi rock dell'anno che ogni 24 dicembre veniva irrdiata da Mondoradio.
E' proprio della parabola della storica Mondoradio che parla Inchistro e Vinile, scritto da uno degli storici DJ di quella emittente sobria, minimalista, emiliana e rock.
Volevo scrivere tante cose, poi mi sono accorto che in questo blog c'è chi ha scritto esattamente quello che volevo esprimere io, meglio di come l'avrei potuto fare io.
Onore al merito.
Mondoradio era una emittente molto amata. Anche dopo più di dieci anni di ascolto, nessuno di noi, credo, riesce ad amare K-Rock come amava Mondoradio.
C'erano le infinite classifiche di fine anno, la rubrica di viaggi indipendenti, l'ascolto totale ogni settimana di un album nuovo e di un classico, la folle pubblicità dell'Albert Hall in dialetto reggiano, le notti al Ritz di Novellara.
Non so se Inchiostro e vinile è ancora nelle librerie. L'editore è un'altra leggenda dei nostri centri storici, la Libreria del Teatro, volumi impilati su volumi, vetrinetta per autori locali, il vernacoliere appeso alla porta. Magari potreste leggerlo, se vi capita, Inchiostro e vinile.
E' triste e molto bello.
E certe cose non le ho più sentite allo stesso modo, dopo. Per esempio, ora ogni volta che piove in un sabato estivo mi preoccupo per le radio indipendenti che gestiscono la serata in discoteca, e perderanno gran parte dell'incasso previsto, scruto il cielo e spero che smetta in tempo, che piova magari di lunedì. Oppure, vedo me stessa ascoltatrice dagli studi, dal vinile, una lucina rossa di connessione sulla mia radio a pile. Penso al lunedì sera, quando c'era Night Train con Vincent Corsentino, penso che mentre Vincent Corsentino mi teneva compagnia, nella stanza accanto gli altri discutevano della fine della radio. E mi stupisco di riconoscermi in qualche modo nella scena, raccontata sulle pagine.
E magari dovreste leggere Un week end postmoderno, rileggerlo, tra l'altro parla anche di Mondoradio.
Perchè è chiaro, c'era Tondelli, e di Tondelli si portavano in giro i libri, si abbandonavano sulla macchina anche per mesi, dopo averli letti, ed era un segno che si amavano, quei libri, che non si riusciva a vederli in ordine sullo scaffale.