Ci riprovo, rieccomi!
Presto qualcosina di più...
utente anonimo in Awakenings
utente anonimo in Michy's little soft ...
(Fos) Il Blog di Nev
(Fos) Il Blog di O2K
(Fos) Il Blog di Ozoo
(NG) Il Blog di #6
(NG) Il Blog di Andrea
(NG) Il Blog di Annalisa
(NG) Il Blog di Annina
(NG) Il Blog di Enrica
(NG) Il Blog di Gabriele
(NG) Il Blog di Gerry
(NG) Il Blog di Gilthas
(NG) Il Blog di Ila
(NG) Il Blog di Kali
(NG) Il Blog di Krapp
(NG) Il Blog di Lele
(NG) Il Blog di Matters
(TN) Il Blog di VB
La Mia Mogliettina!!
Basta.
Sono mesi che (dentro) mi interrogo e non mi capacito, che sospiro e scuoto la testa, che soffro, anche.
Sì, soffro.
Sono mesi che mi chiedo se questa Chiesa sia ancora la mia, pur avendo una delle poche certezze nel fatto che, certo, il Vangelo è, quello sì, sempre lo stesso.
Che confusione nella mia piccola testolina:
Welby e Pinochet,
i dico e quindi l'incesto,
la satira e dunque il terrorismo,
i gay come Federico Barbarossa,
l'ostinazione nel bastonare gli effetti e non le cause,
l'evidente prevalere del dogmatismo sulla dottrina sociale,
la mancanza di imbarazzo nell'andare a braccetto e nel reciproco tirarsi per la giacchetta con politici che si sono sposati con rito celtico, o che sono divorziati, o risposati, o conviventi, e si battono il petto in prima fila per difendere la cosiddetta famiglia tradizionale...
e poi... "crimen sollicitationis".
Sono confuso e indignato, perplesso e avvilito.
E rinveniamo dal solito letargo spendendo due parole anche per Cisco e per il suo "La Lunga Notte", titolo che, parlando di letargo, appare quantomai in tema.
Se Albertone rimarca il suo distacco avvertendoci che se ne starà fermamente "Da Un'Altra Parte" (e i risultati, ahimé, confermano le sue sciagurate intenzioni), Cisco ci comunica che è passata, che sta finendo, una "Lunga Notte".
Che dire? Sicuramente un lavoro completamente onesto.
Se vogliamo non perfetto, non privo di qualche macchia di beate e ingenue banalità retoriche ma un lavoro onesto, perdìo.
Un lavoro che ostinatamente segue la solita direzione, forse cercando strade alternative e forse no, forse ritrovando perduti percorsi e forse no, ma un lavoro che (non vi sembri poco!) vince largamente la (non)sfida con Albertone.
Tanto dotato vocalmente l'uno, quanto francamente mediocre (non ce ne voglia, Cisco) l'altro, ma tanto farfallone e incostante il primo, quanto testardo ed ostinato il secondo: tanto da raggiungere e superare, per qualità delle composizioni e intensità delle sensazioni trasmesse, colui che sembrava poter partire da un insuperabile vantaggio.
Bravo, Cisco.
E, mi si perdoni l'immagine trita e consunta, che per te la lunga notte possa trasformarsi in una radiosa alba.
Complimenti e Congratulazioni a quella persona che la settimana scorsa ha ricevuto gli auguri.
Il primo 12 lo abbiamo messo.
Aspettiamo il secondo, ed arriverà automaticamente il terzo.
E vai!
Come al solito sono in ritardo.
Con queste poche righe volevo celebrare la festa di una persona speciale.
Di una bimba con la maschera da grande.
Di un torrente rapido e impetuoso.
Di una gattina in cerca di coccole.
Di una tigre in cerca di una preda.
Di un mare placido e tranquillo.
Di una grande con la maschera da bimba.
Di colei che mi affianca, mi coccola, mi osserva, mi consola, mi sprona, mi sopporta.
Di colei che ho amato, amo, e amerò, senza misura.
Vorrei incominciare con questo post un piccolo ed incostante (speriamo non instabile) ciclo di quelle che vorrebbero essere recensioni di ciò che una volta veniva chiamato Ellepì.
Parto con le due voci dei Modena City Ramblers ai tempi del loro debutto discografico di grande distribuzione (Riportando tutto a casa, ristampato su Etichetta Mescal nel 1994), Albertone e Cisco, ora che entrambi sono "usciti dal gruppo" e sono sulla strada di progetti solistici.
Il democratico Ordine Alfabetico vuole che si incominci da Albertone. Così faremo.
---
L'avevamo lasciato, Albertone, tra le evocative liriche di "In Un Giorno Di Pioggia", le commoventi parole di "I funerali di Berlinguer", le sognanti note di "Ninnananna", mentre assieme ai suoi compagni di viaggio cercava di Riportare a Casa immagini, suoni, colori e sogni dalla terra di smeraldo.
L'avevamo rimpianto, Albertone, come una delle meteore più splendenti della piccola storia del rock padano, e ci chiedevamo come fosse possibile che una voce così avesse detto che no, grazie, il proscenio non era per lui.
L'avevamo evocato, Albertone, in ognuno di questi anni. Chissà dove sarà, cosa farà. Come sarebbe bello se. Se tornasse. Se ci facesse ancora sentire nuove note sognanti, evocative, commoventi.
L'avevo ritrovato, Albertone, sulle incerte frequenze di K-Rock, imbarcato in un single promozionale natalizio neanche troppo bello ma infine - suvvia! - promettente. E si era aperto un mondo. Un mondo di stupore, di attesa, di segrete speranze che a questo singolo avrebbe magari fatto seguito... Forse. Chissà...
Ed infine eccolo, il ritorno di Albertone. Il nuovo Album. "Da un'altra parte".
(e già il titolo, ragazzi, prometteva bene, benissimo!!! ...Il ritorno di una delle voci principe del periodo d'oro del folk-rock italiano. Un titolo che sembrava essere il manifesto del loser che continua a proporci la sua esistenza in un certo qual modo alternativa, *non allineata*. Roba da perderci la testa.)
E mai titolo fu così veritiero.
Ma mai titolo fu così misunderstood.
*Da un'altra parte*, certo, ma verso le sensazioni che avevo legato al *vecchio* Albertone.
*Da un'altra parte*, sicuro, rispetto a quel che credevo di intuire di lui.
Solchi che scivolano via impalpabili. Un poppettino inutile e ininfluente. Una voce, sempre magnifica, sminuita da un songwriting assolutamente non all'altezza... una voce che sembra quasi fuoriposto, quasi posticcia su canzonette che almeno vorremmo definire sanremesi e che chiunque avrebbe potuto interpretare, senza mutarne l'effimera consistenza.
(Ed è sempre così, quando ricerchi - ma anche ri-cerchi - l'intensità di esperienze passate e vissute, spesso rimani con qualche mosca racchiusa in un pugno, quando non addirittura inquini e svilisci gli intensi, passati, ricordi.)
Non possiamo far altro che tornare a qualche emse fa, quando, seduti in riva al fiume, nemmeno sapevamo del ritorno di Albertone, e lo aspettavamo sognanti. Continueremo ad aspettarlo, sperando in un suo salvifico ritorno. Però, questa volta, autentico.
Riuscire a mantenere vivo il blog.
Uh.
---
è più di un anno che non scrivevo!!!
Nominato dal buon Gerry e da una certa Michy, vado tristemente ma solennemente ad elencare:
Non fare più propositi, ché sono talmente pigro che li vanifico in tre giorni.
Meno, meno, meno parole. Più, più, più fatti.*
---
* = gosh, ma anche questo E' un proposito! Ho già fallito.
|
Personality Disorder Test Results
|
Ieri, da casa dei miei, ho finito di recuperare tutta la mia biblioteca rock.
(almeno quella fatta di libri... per le riviste vedremo poi).
Dalla enciclopedia del rock agli svariati libri sugli U2, dai testi su Guccini a Inchiostro e Vinile, un libro fondamentale, almeno per me, almeno per la mia mai inaridita vena nostalgica, quella che si ciba delle sfocate immagini e dagli indefiniti suoni che arrivano alla mia mente provenienti dai tempi delle prime radio libere, dei vinili da scartabellare negli scatoloni dei negozi di musica, dall'odore del cartone che emanavano le confezioni degli LP, dalla poesia delle cassettine registrate ascoltando la classifica dei migliori dischi rock dell'anno che ogni 24 dicembre veniva irrdiata da Mondoradio.
E' proprio della parabola della storica Mondoradio che parla Inchistro e Vinile, scritto da uno degli storici DJ di quella emittente sobria, minimalista, emiliana e rock.
Volevo scrivere tante cose, poi mi sono accorto che in questo blog c'è chi ha scritto esattamente quello che volevo esprimere io, meglio di come l'avrei potuto fare io.
Onore al merito.